2019 (In)stabilità politica e Geografia

Cronaca di un anno e mezzo di dichiarazioni facili a farsi e meno a realizzarsi.

di Paola Pepe

Al termine del 2019 come sempre, si tirano le somme. Per la geografia è stato un periodo di dichiarazioni, che hanno portato a sviluppi nella volontà politica, ma a pochi fatti concreti.

6 luglio 2018: il ministro Bussetti, da poco insediatosi, propone di estendere la rilevazione INVALSI anche alla Geografia.

16 novembre 2018: Il ministro del turismo, Gian Marco Centinaio dice di aver incontrato alunni del turismo che credevano che Livigno fosse in Costa Azzurra e sulla base di questo dichiara: “Ho incontrato l’associazione dei professori di GEOGRAFIA e ho promesso massimo impegno per riportare questa materia tra i fondamentali…”

6 marzo 2019, il ministro Bussetti dichiara in un’intervista a Panorama: “(la Storia) è vitale, così come la materia più sottovalutata della nostra scuola: la geografia. Folle se vuoi capire un mondo che cambia confini ogni ora”.

30 marzo 2019: una delegazione del direttivo AIIG, il presidente Riccardo Morri con Cristiano Giorda e Matteo Puttilli, vengono ricevuti dalla Senatrice Michela Montevecchi vicepresidente della commissione istruzione del senato e presentano la visione dell’associazione e le proposte di soluzione.

Nonostante qualche ammiccante dichiarazione pubblica la realtà è che ancora non c’è chiarezza sul ruolo dei docenti di geografia negli istituti professionali e permane negli istituti tecnici la confusione sulle classi di concorso. Nei licei, poi, qualche paginetta di atlante in fondo al libro di storia diventa pretesto per trasformare la disciplina “storia e geografia” in geostoria. Quando all’inizio di maggio 2019 Riccardo Canesi di SOS geografia e il presidente AIIG Riccardo Morri vanno a chiedere spiegazioni al MIUR, trovano  la concreta disponibilità della dott.ssa Palumbo che s’impegna ad inviare agli Uffici periferici del MIUR una nuova nota esplicativa, richiamando al rispetto degli ordinamenti in vigore. I suggerimenti delle associazioni geografiche rimangono a disposizione del ministero.

La nota di chiarimento non arriverà mai, però negli organici di diritto 2019/2020 c’è un considerevole aumento di cattedre A21, la metà delle quali sono su più sedi.

Il primo giugno al convegno MIDA precari, dopo l’intervento di Paola Pepe responsabile scuola dell’AIIG, e di Patrizio Aucello di AIIG Lazio, il senatore Mario Pittoni presidente della 7a commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) dice davanti ad un’aula gremita che è di suo interesse occuparsi della questione geografia per trovare le soluzioni.

In realtà, dopo l’estate, i problemi si complicano perché è in discussione l’educazione civica, ultimo provvedimento lasciato dall’amministrazione Bussetti, che non fa in tempo ad essere applicato nell’a.s. 2019/2020. Le linee guida si prestano ancora a generare ambiguità. Fra  gli obiettivi di apprendimento ce ne  sono due, che usualmente trattano i docenti di geografia : “Agenda   2030   per   lo   sviluppo   sostenibile”,   ed “educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e  tutela  del patrimonio ambientale, delle  identità,  delle  produzioni  e  delle
eccellenze territoriali e agroalimentari”.

L’insegnamento, è riconosciuto come trasversale e non si prevede un aumento di ore, ma:  Nelle scuole del secondo  ciclo,  l’insegnamento  e’  affidato  ai  docenti
abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico dell’autonomia(LEGGE 20 agosto 2019, n. 92). Il provvedimento suscita reazioni, si configura un nuovo conflitto di attribuzione fra docenti di formazione diversa, all’inizio di ottobre, la mozione del convegno nazionale AIIG è principalmente basata su questo.

Nel frattempo cambia la visione e il progetto di comunicazione pubblica del MIUR con l’insediamento in settembre del ministro Lorenzo Fioramonti.  Il ministro dal primo momento si dice interessato a diffondere nelle scuole lo studio del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile come materia scolastica e realizza questo progetto in novembre “attualizzando” lo studio dell’educazione civica. In un’intervista a Reuters dichiara che materie come matematica, fisica e geografia vanno studiate nell’ottica dello sviluppo sostenibile… (in realtà è quello che i docenti di geografia fanno già da anni!)

Il ministro Lorenzo Fioramonti alla COP25 annuncia che lo studio del cambiamento climatico diventerà obbligatorio in Italia.

E’ comunque un momento d’interesse per le tematiche geografiche, il presidente AGEI Andrea Riggio e il presidente AIIG, Riccardo Morri vengono ricevuti dal Capo di Gabinetto Luigi Fiorentino, che mostra interesse e assicura che tenendo conto delle proposte delle associazioni geografiche affronterà le criticità. AGEI e AIIG in un comunicato congiunto ricordano al ministero le prerogative della geografia e dei suoi docenti per l’insegnamento dei temi che il ministro sembra avere a cuore.

La data conclusiva della nostra cronaca è il 23 dicembre 2019: sulla pagina Facebook del ministro Fioramonti, appare una conversazione con Tomaso Montanari, nel corso della quale il ministro si chiede come sia possibile che geografia e storia dell’arte manchino dalle materie professionalizzanti dell’istituto professionale ex alberghiero. Questo accade proprio lo stesso giorno in cui il ministro decide di dimettersi perché considera insufficienti le risorse che il governo Conte II ha dedicato all’istruzione.

Si apre il 2020 e noi siamo pronti per il prossimo capitolo, in attesa delle annunciatissime linee guida per l’insegnamento obbligatorio del cambiamento climatico, in attesa della nota di chiarimento per l’insegnamento della geografia nei professionali, in attesa della valorizzazione della penalizzata classe di concorso A21, in attesa della valorizzazione della geografia nella scuola secondaria di primo grado e nei licei, semplicemente in attesa dell’attuazione almeno delle dichiarazioni pubbliche dei decisori politici.

Nel frattempo constatiamo che in Italia fra una fetta di pandoro e una di panettone si perde un ministro dell’istruzione. La nostra visione sulla difesa dell’insegnamento della geografia, però, non è cambiata.

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